Aree di intervento
Sei aree di lavoro
Sono le direzioni in cui lavoriamo. Qui spieghiamo che cosa significano in pratica e come intendiamo perseguirle.
La mobilità è lo strumento, non il premio: cambiare contesto obbliga a rinegoziare abitudini, lingua e ruoli, ed è lì che si impara davvero.
- Scambi giovanili in invio e in accoglienza, con gruppi misti provenienti da più Paesi.
- Mobilità formativa per operatori socioeducativi: corsi, seminari, job shadowing.
- Preparazione pre-partenza e rielaborazione al rientro, perché l'esperienza non resti un aneddoto.
Ciò che si impara fuori dall'aula esiste solo se qualcuno sa nominarlo. Il nostro lavoro è renderlo esplicito e spendibile.
- Progettazione fondata sul ciclo esperienziale: esperienza, riflessione, concettualizzazione, trasferimento.
- Apprendimento fra pari come metodo ordinario, non come attività di contorno.
- Youthpass e strumenti equivalenti per documentare le competenze trasversali acquisite.
L'Unione europea è percepita da molti giovani come un apparato distante. Il rimedio non è spiegarla meglio: è farne esperienza.
- Attività di partecipazione giovanile e dialogo con decisori locali ed europei.
- Simulazioni, dibattiti e percorsi di educazione civica europea nelle scuole e nei territori.
- Dialogo interculturale come pratica quotidiana dei progetti, non come sessione dedicata.
È l'area su cui abbiamo la competenza più specifica. Saper usare uno strumento non equivale a capirlo: lavoriamo sul secondo livello: come funzionano i sistemi di IA, chi ne risponde, quali diritti toccano e che cosa significa usarli in modo eticamente accettabile.
- Uso etico dell'IA nella pratica: quando è legittimo delegare a un modello, come si dichiara un contenuto generato, che cosa non va mai dato in pasto a un sistema.
- Human in the loop: una persona resta responsabile della decisione finale. Riconoscere quando un output va verificato e come si contesta una decisione automatizzata.
- Come funziona davvero un modello: dati di addestramento, bias, allucinazioni, limiti dichiarati e non dichiarati. Comprensione, non fiducia.
- Risvolti sociali e legali: AI Act e GDPR spiegati a chi li subisce, effetti su lavoro, scuola, informazione e accesso ai servizi pubblici.
- Legalità digitale e cittadinanza online: disinformazione, deepfake, verifica delle fonti, economia dell'attenzione, diritti fondamentali nell'ambiente digitale.
Un progetto è inclusivo se lo è nel disegno, non nella comunicazione. Il criterio è semplice: chi non riuscirebbe a partecipare, e perché?
- Priorità alle persone con minori opportunità: barriere economiche, geografiche, sociali, di salute o di apprendimento.
- Copertura dei costi e accompagnamento individuale dove servono, senza chiedere anticipi ai partecipanti.
- Contrasto a ogni forma di discriminazione nelle procedure di selezione e nella conduzione delle attività.
È una dimensione trasversale a tutto quello che facciamo: ogni mobilità internazionale ha un costo ambientale reale. Ma è anche un contenuto in sé, e per un'associazione che ha sede sull'Adriatico il punto di partenza naturale è il mare: l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano è a pochi chilometri dalla nostra sede.
- Educazione all'ambiente marino e costiero: dune, praterie di Posidonia, aree marine protette e riserve, insieme a chi le gestisce ogni giorno.
- Attività sul campo lungo la costa abruzzese e nelle aree interne appenniniche: monitoraggio partecipato, citizen science, raccolta e caratterizzazione dei rifiuti spiaggiati.
- Rifiuti in mare, plastica e qualità delle acque come temi di cittadinanza e non solo di scienza: chi decide, chi controlla, chi paga.
- Progettazione a basse emissioni: trasporti di superficie, durate che giustifichino lo spostamento, niente stampa e niente monouso.
